Allenamento funzionale

L’allenamento compatibile con la nostra storia evolutiva!

Per quanto riguarda l’allenamento funzionale vorrei mostrarvi le parole di colui che ha portato in Italia il vero Allenamento Funzionale, Guido Bruscia. Per “Vero allenamento funzionale” intendo che Guido è riuscito ad introdurre un metodo scientifico che comprende una definizione, una logica e una progressione indiscutibili e inopinabili! Attualmente dirige la Functional Training School.

FUNCTIONAL TRAINING

Di Guido Bruscia, estratto con collegamenti al suo libro “Allenamento Funzionale: Manuale Scientifico”:

ALLENAMENTO FUNZIONALE: I PERCHE’ DI UNA SCELTA

In questo momento il concetto di allenamento funzionale in Italia, è come un contenitore vuoto che ognuno riempie a suo piacimento.

Sembra che:

a. qualsiasi cosa fatta a corpo libero o con kettlebell, sandbag o medicine ball sia funzionale

b. se non sei un superoe, non puoi fare allenamento funzionale

c. se ti prepari per uno sport o disciplina stai facendo per forza funzionale

d. se usi bilancieri o manubri NON stai facendo allenamento funzionale.

 

Ora, io credo che:

  1. Se hai in mano un metodo valido devi poterci portare e allenare chiunque, dal sedentario/a allo sportivo/a.
  2. il funzionale è un metodo scientifico e come tale lo puoi applicare a qualsiasi attrezzo a partire dal primo di cui ci dimentichiamo; IL NOSTRO CORPO
  3. Non aiuta, il fatto che molto spesso l’aggettivo funzionale viene confuso con quello che in fisiologia dello sport è il concetto di specificità. (cioè allenamento specifico per uno sport..)

Ora, sgombriamo il campo dagli equivoci e diamoci da fare col vocabolario.
FUNZIONALE: aggettivo che indica la rispondenza alla funzione (uso, scopo) cui qualcosa o qualcuno è destinato.
Più chiaro di così.

L’allenamento funzionale è l’allenamento relativo alla funzione per cui un muscolo o meglio una catena cinematica esiste e si è evoluta in un certo modo.

Andando a verificare questo aspetto vedrete che tutti gli sport prestativi – e dico tutti – per quanto biomeccanicamente, gestualmente e tecnicamente diversi, hanno gli stessi punti in comune. Vale a dire sinteticamente:

  • Catena estensoria dell’anca: propulsione
  • Fascia addominale/core: stabilizzazione
  • Cingolo scapolo-omerale: trasduttore di forze

Un pesista, un giocatore di golf o baseball, un pugile o un karateka per quanto svolgano sport differenti, hanno in queste funzioni e nelle catene che se ne fanno carico un punto in comune.

La definizione di allenamento funzionale come un allenamento relativo alla funzione dei muscoli nella normale vita di relazione, non è corretto.

Manca infatti un parametro di riferimento;

Vita di relazione di chi?

Un atleta della pesistica?

Un impiegato?

Un sedentario?

La vita di relazione cambia da persona a persona, ma tutte hanno le medesime catene cinematiche.

Nelle palestre si è ricercato all’eccesso il concetto di isolamento focalizzando l’attenzione sulla semplice azione muscolare, ma perdendo di vista l’insieme, il motivo per cui quel muscolo, catena cinetica o catena articolare si sono evoluti in un certo modo.

Senza una rispondenza di questo tipo l’allenamento sarà per forza di cose incompleto.

Inoltre, entrando nel concetto di allenamento funzionale ci possiamo rendere conto degli errori marchiani commessi nella elaborazione di esercizi e metodiche che si concentrano su un solo aspetto dell’allenamento, l’azione, spesso anche qui in maniera sbagliata.

Qualche esempio:

1. Pensate al gruppo del Bicipite femorale e ischiocrurali.

Quattro fasci muscolari:

Capo breve del bicipite femorale

Capo lungo del bicipite femorale

Semimembranoso

Semitendinoso

Dei Quattro capi uno solo è monoarticolare, il capo breve del bicipite femorale. Azione: flessione della gamba sulla coscia

Gli altri tre sono bi-articolari, cavalcano l’articolazione del ginocchio e quella dell’anca.

AZIONE: flessione della gamba sulla coscia; estensione della coscia sul bacino.

FUNZIONE: sinergici al grande gluteo nella propulsione.

Come ricordato nel capitolo 1, i muscoli biarticolari per essere allenati in maniera completa devono essere sollecitati con movimenti biarticolati.

In palestra non esistono macchine biarticolari per il bicipite femorale. Seguendo i principi della biomeccanica, l’allenamento sulle sole macchine per questo gruppo, le mitiche leg curl, sarà sempre incompleto.

Scopriamo qual’è la funzione del gruppo del femorale e sapremo con quali esercizi allenarlo.

Vi rimando al capitolo sulla catena estensoria dell’anca.

2. Altro esempio: gruppo dell’Adduttore, tre fasci monoarticolari ed uno biarticolare, il Gracile.

L’azione dell’Adduttore è come dice il nome stesso addurre gli arti inferiori. Il muscolo gracile adduce la coscia, flette e ruota medialmente la gamba.

Il Sartorio ha origine sulla porzione anteriore della coscia. Non fa parte dunque del gruppo dell’adduttore, ma agisce sinergicamente con il Gracile (e col gruppo del Femorale dato che flette la coscia sul bacino), in quanto flessore della gamba sulla coscia.

In palestra vengono allenati, soprattutto dalle donne, sulle classiche adductor machine.

Ragioniamo: abbiamo ben presenti le nostre scelte evolutive? Le scimmie, da cui noi deriviamo, hanno il gruppo degli adduttori, eppure non abbiamo mai visto una scimmia aprire e chiudere le gambe in qualsiasi gesto della sua vita quotidiana. E’ evidente che abbiamo perso di vista la funzione di questo gruppo.

Qual è la funzione del gruppo dell’adduttore?

La risposta nell’apposito capitolo.

3. E ancora: fascia addominale, il Core; probabilmente la zona peggio allenata nella storia della ginnastica!

In palestra l’allenamento di questa zona è diventato una saga: mille e uno modi di fare i crunch!

Ripeto quanto detto al punto precedente: le scimmie hanno la fascia addominale, esattamente come noi, ma non eseguono movimenti di crunch.

E’ evidente, dunque, che la fascia addominale ha ben altra funzione rispetto a quella che alleniamo con i semplici esercizi per addominali a terra.

Non dobbiamo dimenticare che siamo bipedi e che la nostra posizione abituale è – dovrebbe essere – la stazione eretta. E’ intuitivo, ragionandoci sopra, che la funzione principale della fascia addominale non può essere quella espressa da un esercizio da eseguire sdraiati, supini, a terra.

Guido Bruscia

 

 

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