31/03/14, Diario: Il Giorno Della Gloria

Domenica 30 Marzo 2014, si sono svolti a Firenze i Campionati Italiani di Slancio Completo.

In queste occasioni sono davvero elettrizzato, non solo gareggio, e questo mi esalta (si sono un fanatico!), non solo porto i miei allievi a gareggiare, ma ho la possibilità di rivedere gli amici che stanno lontani. Atleti come me, che come me tutto l’anno si allenano dando tutto se stessi e che come me devono concentrare tutti questi mesi di preparazione in 10 maledetti minuti di gara. Quante incognite, quanti fattori devono coincidere al che la performance sia ottimale!! La cosa ancora più stressante del Ghiri Sport è che in quei dieci minuti, hai tutto il tempo di analizzare il tuo corpo, la tua mente, la tua volontà. In quei dieci minuti, può succedere di tutto. Non è: o la va o la spacca, ma una lenta analisi introspettiva che può vertere in pochi istanti al crollo, come al massimo delle performance.

Per questa competizione avevo fatto preparare l’abbigliamento per presentarsi al palazzetto vestiti tutti uguali come una squadra seria e per fare la parata iniziale. Felpe e t-shirt verdi acido per gli uomini e fucsia per le donne.

20140330_210528

Al ritrovo prima di partire alla volta di Firenze, avevo raggruppato gli atleti e avevo fatto un briefing preliminare:
A seconda di come sarebbero state organizzate le batterie, io non avrei potuto seguire tutti, quindi chiesi agli atleti più anziani ed esperti di assistere i meno esperti e coloro che avrebbero dovuto esordire nel caso io fossi stato in pedana o impegnato in altro.

Ma sapevo che quella era una squadra vera e che si sarebbero aiutati a vicenda, spontaneamente.

Arrivammo a Firenze, la pesa era già iniziata. Ci mettemmo in fila. Finalmente potevo salutare quegli amici che vedo solo alle gare, non sto a nominarli perchè sono troppi e non sono romantici come me, non apprezzerebbero le sviolinate ;)

Nonostante Christian Boghello fosse arrivato dopo, in fila era davanti a noi, incredibile cosa puoi fare quando sei 90kg e hai sulle spalle 70 slanci completi con le 32 :)

Alla pesa ero 68,9kg, ottimo! Ero leggero e mi sentivo in forma.
Del regime alimentare che ho seguito nelle settimane precedenti alla gare ne ho già scritto in un blog quindi non starò a dilungarmi.

Tutti  i miei atleti finirono la pesa, quasi tutti nel peso che desideravo, e di li a poco ci sarebbe stata la parata, prevista per le ore 13, Oleh in questo caso si trasforma in un orologiaio (matto) svizzero e alle 13:00:00 iniziò la parata.

Vari e giusti ringraziamenti, all’organizzatore Andrea Chellini, a coloro che stanno lavorando duramente per far crescere il Ghiri Sport, agli atleti, alle associazioni, ecc ecc.

Pure io ho ricevuto i premi che avevo dovuto ritirare a dicembre alla finale di coppa Italia alla quale non potei partecipare. Miglior Atleta 2013 e riconoscimento per le medaglie conquistate nelle gare internazionali, il Secondo posto al Campionato del Mondo di Slancio Completo in Uzbekistan e la partecipazione al primo posto nella staffetta di Strappo in Grecia.

Inno nazionale, e ufficializzazione dell’inizio del Campionato, 13:35. Inizio gara ore 14.

Ecco qualcosa su ognuno dei miei allievi:

FRANCESCO TURBATI:

1798107_614645888620332_1646160924_n

Le batterie vennero affisse, io sono tra i più leggeri quindi mi tocca sempre andare tra i primi. Neanche il tempo di cambiarmi e stare dietro agli atleti che la prima batteria doveva andare, ed in prima batteria c’era Francesco Turbati!
Francesco era uno dei due atleti che per la prima volta portavo con le 32, insieme a Leonardo Lobartolo, anche lui all’esordio.
Francesco peso corporeo 64kg, e Leonardo, 77kg.
Incredibili questi due ragazzi. Spesso si sente dire che i migliori combattenti vengo fuori dal basso, dal ghetto, da situazioni disastrose, disagiate, persone che hanno dovuto combattere per guadagnarsi il pane, ragazzi che sono abituati a soffrire, fisicamente, mentalmente, ragazzi rabbiosi, incazzati!! Ok, può darsi. Ma allora Francesco e Leonardo?
Famiglie più che tranquille, genitori affettuosi, genitori che amano i propri figli e li viziano pure un po quando possono, situazioni agiate, nessun problema di nessun genere, certo ogni famiglia ha le sue, ma tutto nella norma. Eppure, ecco che mi ritrovo due guerrieri tra le mani, due combattenti “Vivere o Morire” che dimostrano ogni volta il loro valore!
E domenica hanno dato spettacolo.

Francesco s’era scaldato 10 minuti, era preoccupato perchè non c’era tempo e aveva ragione, io ero in seconda batteria e non  bastava nemmeno a me il tempo. Parlare con l’organizzazione non servi, l’inizio era previsto per le 14, e alle 14 tutto avrebbe avuto inizio!

Francesco non si lasciò andare allo sconforto, questa difficoltà imprevista gli dette una scossa e una spinta in più, fece il suo ingresso e alla chiamata sali in pedana. 3, 2, 1, START!!!!

Io lo guardavo di lato, ogni tanto facevo qualche slancio per scaldarmi con le ghirie che trovavo, e poi tornavo a dirgli che stava andando bene, di stare rilassato, tranquillo.

E’ tremendo vedere atleti cosi leggeri sotto quel carico, sembra che si spezzino da un momento all’altro. Pure io sono leggero e magro ma non so perchè ho un volume che fa sembrare il carico, diciamo, almeno proporzionato.

Francesco, slanciava e poi portava al petto le ghirie, respirava sempre più velocemente e man mano che andava avanti, era costretto a stare più tempo in seduta sotto il carico per stabilizzarlo prima di risalire in fissazione. Le braccia però erano sempre perfettamente dritte ed il movimento preciso, chirurgico! Davanti aveva tutta la squadra che gridava e lo incoraggiava, e di lato c’ero io. I minuti scorrevano e alla fine riusci a resistere per l’intera durata della gara. Era la prima gara con le 32, ma resistette 10 minuti, senza mollare con un bel risultato, 28 slanci completi. Primo, medaglia d’oro e campione italiano 2014 di slancio completo classe A (32kg) Cat, 65kg!! Questi sono i FATTI, le parole le lascio agli altri!

Questo atleta, che non mi perito a definire, uno dei miei migliori, sarà presto tra le fila della nazionale e sono sicuro che darà un enorme contributo e lustro alla squadra e alla Federazione Ghiri Sport Italia.

IL CAPOBRANCO: FRANCESCO RIGOLI

10151904_614646795286908_428393161_n 1014453_614647285286859_980762734_n1545676_531897410263996_1544053080_n

Poi toccò a me. La mia preparazione, a parte essere partita in ritardo di un mese, era stata eccellente. Il Maestro Ilika è un preparatore sopraffino, calibrato, calcolatore, certosino, non lascia niente al caso, come se fosse dentro di te e sapesse cose che neanche tu sai!

Avevo accanto Enrico Ferrini, scherzammo un attimo sulla musica degli ACDC che ci aveva accompagnato, poi ci salutammo prima intraprendere quel lungo viaggio dandoci la buona fortuna.

Salii in pedana, e avevo un gran pubblico davanti, amici, allievi, sostenitori, gli occhi addosso di tutti, anche di coloro che magari avrebbero sperato che mollassi, e mettessi giù. Gli è andata male!! La strategia era partire a 5 al minuti e resistere. Molto semplice. L’aria era secca, la gola si prosciugo all’istante, deglutivo male. La tecnica però la sentivo ottima, ed i primi 5 minuti passarono. Poi, arrivo qualcosa, più che stanchezza, una sorta di malessere generalizzato. A 6 minuti ero davvero in crisi, qualcosa non andava. Non potevo mollare, dovevo resistere, e dare l’esempio, io sono il CapoBranco! Pensavo: adesso slancio e poi, al prossimo siamo già a 7 minuti e mezzo, arriviamo a 8 poi vediamo. All’ottavo minuto la crisi era nera, il ritmo che mi ero prefissato mi stava stretto, avevo bisogno di respirare di più, di riposare di più. Quando inizia la gara, quel ritmo sembra cosi lento….ma verso la fine, non c’entra più niente, il respiro, il gesto tecnico, il pensiero….rallentai…respirai un pò di più, gestii ottimamente l’imprevisto, l’imminente crollo che stava per avvenire, se la mente fosse collassata, la carne l’avrebbe seguita a ruota! Invece scelsi di perdere una ripetizione e vedere se questa scelta avrebbe pagato all’ultimo minuto.

Il battito si era leggermente regolarizzato, il respiro pure, la mente era rimasta lucida e fredda, il corpo obbediva ancora agli ordini, il mio Amico Giannicola Ruggieri era davanti a me mi gridò: da Francesco, svegliati!!! Scattò il nono minuto, ancora 60 secondi, era il mio momento, il momento in cui deve uscire fuori il drago che hai dentro e iniziare a mordere e sputare fuoco e fiamme sui tuoi demoni! Il pubblico urlava, l’adrenalina scorreva a fiumi, uscii dal letargo forzato e strategico del penultimo minuti, tutto quello che c’era andava tirato fuori. Iniziai a slanciare senza più seguire un ritmo, slanciavo, scendevo, riportavo al petto e slanciavo ancora, era scattato quel qualcosa di folle, quella scintilla di pazzia che da 5 al minuto, ti fa andare a 9 al minuto, slanciavo ancora, e ancora. A 10 secondi dalla fine il 52esimo slancio, il Maestro era a tre metri da me, portai ancora al petto, mi guardava come un pitbull, sbattendo un pugno sull’altra mano ed il piede a terra mi urlò: SLANCIA FRANCESCO!!!!!!!!!!!! A 9:57, il 53esimo slancio con adeguata fissazione a chiudere i 10 minuti, concluse quell’agonia.

5 ripetizioni in più rispetto all’altr’anno al mondiale. Sono molto contento devo dire. Ne mancano ancora 5 per raggiungere il titolo di Master Sport International Class, troppo da mettere in soli due mesi, prima del mondiale che si terrà a giugno in Francia…..o forse no?
Ad ogni modo, Primo classificato, medaglia d’oro e campione italiano 2014 di slancio completo classe A (32kg) cat 70kg. Questi sono i FATTI, le parole? Ancora agli altri.

STEFANO VAGNOLI

1966704_614646651953589_1460021079_n

Nella mia batteria, gareggiavano anche due miei allievi: Stefano Vagnoli e Valerio D’amicis.
Stefano Vagnoli, con ghirie da 24kg, over 40. Stefano è davvero degno del suo soprannome: Il Trattore!
Inarrestabile! Grossa cilindrata, regimi bassi ma affidabile, come appunto un trattore d’altri tempi. Stefano era “programmato” per 50 slanci completi, con qualcosa in più alla fine magari. Giovedì mi scrisse in privato dicendomi: Non mi sento bene, ero stanco oggi.
Strano pensai! Eravamo in scarico!
Il giorno dopo, febbre a 39 e vari disturbi legati ad un evidente stato virale. Maledizione! Ma Stefano è una roccia! Si presenta alla gara evidentemente provato, dimagrito, ma sale in pedana e spara 42 slanci completi che gli valgono il Terzo posto. Il secondo fece 43 slanci ed il primo 51, avremmo potuto essere li, ma sarà per la prossima gara.

 

 

 

 

 

 

 

VALERIO D’AMICIS

1544484_433908616743295_1556337955_n

 

 

D’amicis, con il suo passato da guerriero della ghisa hardcore di altri tempi, porta sempre con se in pedana un petto da culturista e delle gambe di acciaio.
Per quanto Valerio abbia evidenti difficoltà nel distendere bene le braccia, riesce sempre a dimostrare tenacia e fissazioni pulite anche se io sono che sono molto faticose per lui.

Gli allenamenti sono stati irregolari stavolta però, come pure i risultati dei test. Non è facile allenarsi quando devi lavorare tutto il giorno in palestra. Lo stress, la mancanza di tempo, alla fine l’allenamento è la prima cosa che viene meno.
E questa volta il Ghiri Sport ha presentato il conto: 50 slanci completi contro i 63 del suo record personale.

Noi non ci abbattiamo, e la prossima volta saremo più preparati.

 

 

 

 

 

LOBARTOLO LEONARDO

1912031_614648405286747_1904798482_nVogliamo parlare di teoria e pratica? Ok. Allora dobbiamo invitare anche Leonardo alla discussione!

Non so se avete letto le testimonianze dei miei allievi in basso nella Home Page, c’è anche la sua, leggetela è interessante.

Predisposizione congenita alla lussazione della spalla, con recidività da non credere: 11 volte fuori posto!!! Ormai poteva insegnare a Martin Riggs di Arma Letale come rimetterla a posto senza sbatterla negli stipetti o nelle colonne!

TEORIA: Unica soluzione: operarsi!

PRATICA: Dopo un bel percorso fatto insieme a me, adesso, Slancio Completo 32+32!

Anche se non è riuscito ad entrare nella categoria di peso che volevo, la 75, di poco, un chilo e mezzo, quello che sapevo sarebbe riuscito a fare era chiaro nella mia testa: ritmo 3 al minuto con qualcosa in più sul finale, pronostico: 33 Slanci Completi.

Leo è uno di quegli allievi che, vanno! Nel senso, non importa se l’allenamento è massacrante, si lamenta un pò all’inizio quando glielo fai vedere poi va come una treno, per questo lo sopporto e andiamo avanti.

Però ha un’altra caratteristica interessante, che con l’esperienza ho imparato a gestire in maniera abbastanza soft….SOMATIZZA!

Attraversa cicli di allenamento davvero pesanti senza problemi, poi arriva il periodo vicino alla gara a d’un tratto, spunta il dolorino alla schiena, fanno male le mani, si sente stanco, le gambe non spingono più e si stancano….e molto altro, non vado avanti perchè non ci credereste!

La prima volta mi colse un pò in contro piede. Allenamenti fatti bene, risultati assicurati, la prima gara la facemmo con le 16 e faceva gia più di 200 strappi, insomma era pronto, ma cosi pronto che avrebbe potuto gareggiare mentre mangiava un panino con la porchetta. Ma come per magia, arrivò la SOMATIZZAZIONE! In quell’occasione s’inventò pure un anniversario di matrimonio di qualche trisnonno che forse poveretto era pure morto, non ricordo…..ad ogni modo, come dicevo prima, ora gestisco la cosa bene ma li mi fece scattare la cattiveria. La soluzione per me fu una sola: VIENI E FAI LA GARA, ALTRIMENTI TI MANDO FUORI A CALCI IN CULO!

Lo so, non va bene cosi. Un minimo di comprensione ci vuole, di diplomazia, di psicologia, ma quando ti dedichi anima e corpo alla crescita di qualcuno e poi si tira indietro….bè, andò cosi.

Venne a fare la gara, e vinse!!!!!! Fu battezzato: Il COSTRETTO! E mi ringrazio, per averlo costretto!

Ma torniamo a noi, a domenica. La SOMATIZZAZIONE arrivò puntuale di lunedì: Coach, venerdì ho sentito un pò la schiena rigida, mi fa un pò male.

Ma adesso sono più eserto, quindi dissi: Leo, tranquillo, stiamo facendo roba pesante, questo allenamento fai leggero la prossima volta vediamo. Gli detti qualcosina con le 16, la fece con le 20, segno che non stava cosi male. Ma io lo sapevo e la volta dopo, stava già meglio, senza pressione aveva smaltito un pò di stress, gli allenamenti ripresero e sentendosi sostenuto e avvolto in quella tiepida coperta di comprensione misto dittatura, arrivò alla gara, senza particolari problemi.

Tecnica impeccabile, storto in pedana a causa di un femore più corto, reduce di vecchie operazioni, Leo slancia deciso e veloce, e porta al petto dolcemente come se cullasse un bambino.

Allo scoccare dei 10 minuti il risultato fu quello previsto, anche migliore: 34 Slanci Completi.

Leonardo è arrivato quarto in classe A (32kg) cat 80kg, dietro agli atleti più forti d’Italia in questa categoria di peso: Roberto Cappelletti, Andrea Valdani, Luigi Massone.

PANEVINO DAVIDE

10154405_614649111953343_302507837_n

A questo punto arrivò il turno di Davide Panevino. Ogni ragazzo ha un soprannome, qualcosa di scherzoso che lo identifichi, Davide ne ha diversi, per me è Golia, il gigante! Ma ne ha altri, Davide PanevinOV per riprendere il cognome del campione, Ivan DenisOV, Davide il “Futuro del GhiriSport” Panevino e per finire, Davide Il Denisov de no artri!

Ok i numeri non hanno niente a che fare con quelli di Denisov, al momento, ma la stazza e le movenze lo ricordano, in ogni caso questo ragazzo è una forza della natura!

I primi di gennaio mi chiamò per parlarmi, dopo due mesi di preparazione generale che l’avrebbe preparato a sostenere la preparazione specifica dura che lo aspettava, la notizia fu: devo operarmi, dovrò stare fermo due mesi dicono i medici…….due mesi?!?!?!?!? Riprendere i primi di marzo e preparare una gara in 30 giorni?! Follia!!

Per quanto i medici vadano ascoltati, il periodo di stop che concessi a Golia fu 30 giorni, non uno di più! Discutibile lo so, ma per i miei allievi non c’è a disposizione una democrazia, come direbbe Gunny Highway: qui è la mia parola contro la vostra e voi avete già perso!

I primi di febbraio riprendemmo piano piano. Gareggiare con le 16 non gli andava giù, ma i tempi erano quelli. Golia però ha una fibra eccezionale, ed io ho visto solo una persona riprendersi dopo uno stop cosi lungo come ha fatto lui, Francesco Rigoli!

Allenamento dopo allenamento sembrava rinascere, le ghirie erano sempre più leggere, lui sempre più forte, finche lo misi di fronte alla scelta: 16 o 24? La scelta non esisteva! 24!!

In un mese e mezzo aveva ripreso bene, ma per quanto sia un talento, il tempo era davvero troppo poco per preparare dei numeri adeguati.

Quando toccò a lui mi chiesero quanto avrebbe fatto. Risposi, sinceramente spero che arrivi a 50. Golia nasconde sotto quell’aspetto da bambinone, un soldato che quando è in pedana scollega il cervello e va! Partenza, ritmo 6 al minuto. Ero dubbioso. Gli altri andavano circa a 6 e mezzo al minuto ed era un pò indietro ma se avesse tenuto quel ritmo sarei stato più che contento. Lo stava tenendo! 6, 7, 8 minuti ed il ritmo era 6 al minuto stechiometrico! Nono minuto, ancora 6. Vedevo che guadava i monitor degli altri atleti, pensai: che diavolo vuole fare??? provare a riprenderli!!?!?! Accelerò ancora e non mollava! DAI GOLIA!!! NON MOLLARE!!!! Slanciava bene e ancora e alla fine…..64 slanci completi!!

In un mese e mezzo, questo è un risultato eccezionale e per me una prova di carattere che mi fa essere speranzoso!

NERETTI DARIO

10001481_1407990849467738_661461198_n

 

Dario è un over 40, che ha l’energia di 134 giovani atleti di 23 anni!!!

Proviene da sport di resistenza dura come la mountain bike che tra l’altro ha praticato a livelli molto alti partecipando ad un mondiale! Ad ogni modo, ha delle gambe secche che hanno una resistenza che mi fanno un’invidia mortale! :)

Ma se nel tempo ha sviluppato gambe instancabili, di contro si è presentato a me con le spalle bloccate. Abbiamo lavorato duramente, Dario non è certo tipo che molla.
Spalle bloccate? Ore di stretching ed esercizi specifici! E alla fine, la tecnica era davvero ottima.

Come prima gara abbiamo deciso di navigare ad un ritmo tranquillo di 8 al minuto che gli ha consentito di chiudere i 10 minuti restando nella tecnica con fissazioni lunghe e chiare.

Questo atleta mi piace proprio e non vedo l’ora di portarlo in alto!

 

 

GHEZZI DARIO

1535515_614649755286612_1269808708_n

 

 

Questo ragazzo è incredibile, ha fatto sacrifici enormi per venire ad imparare da me, ha resistito alla fatica, ha resistito al dolore, sta cercando di applicare quello che studia al Ghiri Sport e questo è un aspetto che condivido. Insomma, Dario è uno studioso del Ghiri Sport, la pratica ok, ma la teoria deve supportarla. E’ un vero allievo d’altri tempi, marziale, disciplinato, obbediente, rispettoso, è stato un piacere portarlo dove è arrivato e sono sicuro che farà moltissima strada.

Domenica ha gestito perfettamente lo stress, serio e impassibile si è scaldato come si deve, organizzandosi perfettamente in linea con i tempi dell’organizzazione e poi è salito in pedana dando quello che sapevo avrebbe fatto senza problemi.

Il ghiaccio è rotto e adesso iniziamo a divertirci ;)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CARRARA GIANMARCO

10013179_562183033901070_2130411218_n

 

Come ho già scritto sulla mia Pagina FaceBook, questo signore e signori è un cavallo di razza. Già istruttore di Ghiri Sport secondo livello, Gianmarco ha una tecnica bellissima! Il lavoro su di lui è, paragonandolo a quello di un orefice, lucidatura, smussamento, e sistemazione in un contesto adeguato. Mi ricorda molto i campioni Ukraini, molta mobilita nelle spalle e nella zona lombare, i gomiti vicinissimi, le braccia dritte e perfettamente distese, sincronizzato bene.

Domenica si è messo da una parte, non ha dato nell’occhio, poi è salito in pedana e….wow! Ripetizioni bellissime!!

Questa sua caratteristica, di restare invisibile e poi manifestarsi in maniera letale, gli è valsa il soprannome di Predator!!!!!!!!!!

 

 

 

 

MARINI MARCO

IMG_20140407_110509[1]Qui c’è davvero da resuscitare E.A. Poe per riscrivere i racconti dell’impossibile!

Inizia il corso di funzionale e gli piacciono i Kettlebell. Gli amici mi dicono: sai? Marco sarebbe adatto per la pedana. Dico io: ba, sarà, ragazzi in pedana si soffre parecchio, non è per tutti.

Ma lui insistette che voleva provare. Ultimamente ho iniziato ad essere un pò insofferente nei confronti di chi mi fa perdere tempo, e siccome non mi convinceva, chiesi ai ragazzi esperti, Leo e Checco, se volevano seguirlo nei primi passi sotto la mia supervisione.

Ma loro non se la sentivano, quindi toccava a me.

Marco è l’allievo più duro (nel senso, refrattario ai miei insegnamenti) che abbia mai trovato. Di solito, quando spiego le cose, basta poco, e le persone le capiscono, almeno nella testa, poi magari per farle ci mettono un pò ma non troppo. Ecco Marco aveva una corazza che respingeva i miei insegnamenti. La tecnica non voleva proprio entrare!! Ma dannazione se era testardo! Lo distruggevo! Tecnica su tecnica, ripetizioni a migliaia, mani aperte, polsi lividi, niente non si fermava mai! Marco sei stanco? No no….Marco l’allenamento come è stato? Tutto tranquillo….Incredibile. Nonostante la tecnica terribile, ogni test era un successo numerico, con le 16, con le 18, con le 20…..ad un certo punto, ho pensato di portarlo con le 24 direttamente all’esordio! Non ho mai portato nessuno subito con 24, ma ero tentato di farlo. Avrei avuto bisogno di più tempo per prepararlo però e decisi di fargli fare alla prima gara un bel numero con le 16, numero supportato da una tecnica decente. A parte gli scherzi, Marco non si affatica mai, e questo è incredibile, e si è davvero impegnato molto sul lavoro tecnico finche, alla fine qualcosa che mi soddisfacesse stilisticamente è arrivato.

In pedana è andato più che bene, rilassato e con il numero che mi aspettavo, 102 slanci completi.

A questo proposito, vorrei fare una precisazione. Gli ho rotto le palle, a lui come a tutti i miei allievi del resto, sulla fissazione. Tutti sapevano che preferivo meno ripetizioni ma fatte tutte con una fissazione indiscutibile. Sono anche consapevole del fatto che alla fine dalle gara, con la stanchezza e magari lo sprint che uno cerca di fare l’ultimo minuto, la fissazione possa essere leggermente piu veloce, per quanto valida. Benissimo, Marco ha fatto proprio cosi, una bella fissazione sempre, ma il ritmo dieci al minuto per un principiante all’esordio è veloce e può capitare che sul finale la fissazione sia piu breve. Finita la gara, una persona della quale non voglio fare il nome è andato da lui e gli ha detto: Ti dovevano togliere almeno 10 ripetizioni!

Ecco, io le gare di questo tizio e dei suoi compagni di squadra l’ho viste. Uno non sapeva neanche cosa fosse lo slancio, faceva solo push-press e il tizio in questione è stato graziato ogni volta perchè si sa, il Ghiri Sport deve crescere e le nuove squadre con i nuovi allievi, soprattutto con carichi leggeri vengono un po agevolati e aiutati, si chiude un occhio, altrimenti bisognerebbe dirgli appena partito: no guarda, lascia fare, vai a casa, torna tra un paio di secoli.

Ma questa cosa, che mi è stata raccontata, non mi è piaciuta. I miei allievi possono sbagliare, siamo d’accordo, ma sfido chiunque a dire che siano tecnicamente discutibili! Se l’avessi sentito io, poverino, non so come mi sarebbe presa, perchè quando il più scarso del mondo ti viene a dire che non sei andato bene, o lo lasci perdere come ha fatto Marco in un atto di superiorità estremo, oppure lo fai piangere mettendolo difronte alla realtà.

Spero che queste cose non capitino un’altra volta!

Passiamo adesso alle mie allieve:

SIMONA CUREDDA

10157150_614648381953416_1864463662_n

 

Simona è un Terminator! Più precisamente una Terminatrix come nel numero 3 della saga dell’omonimo film!

Simona, esegue! E’ l’allieva perfetta. Ha un solo difetto: odia i periodi di scarico. Visti come perdite di tempo, Simona soffre molto i momenti di riposo, fondamentali ai fisiologici cicli di recupero.

Un allenatore deve essere un minimo anche psicologo, io non sono bravo in questo devo dirlo, ma cercai di essere un pò più elastico, accorciai i periodi di scarico e misi allenamenti più pesanti sincronizzandomi ai feedback che mi dava Simona. Purtroppo, per concedere di più, arrivammo ad un momento in cui comparve un dolorino ai para-scapolari ed una leggera flessione della performance dovuta alla stanchezza…prevedibile, lo so.

Ci riprendemmo con qualche giorno di riposo forzato, mantenemmo la forma e alla gara era riposata e rilassata. Certamente Simona sente molto lo stress della gara ma questa volta l’aveva gestito molto meglio e sono sicuro che man mano che andremo avanti sarà sempre meglio, e questo avrà un impatto profondo sulla performance.

L’anno scorso facemmo 65 Slanci Completi, quest’anno siamo già a 86 ed il terzo posto ci è  sfuggito per una sola ripetizione!!! Me ne assumo la colpa, in quanto, avrei dovuto tener d’occhio i risultati delle altre partecipanti e coordinarla mentre andava, soprattutto negli ultimi secondi dove avremmo potuto infilare quella ripetizione. Lo so che sta a me monitorare i risultati degli avversari, controllare il peso e via dicendo ma a questo giro avevo 15 atleti sotto di me, e non è facile stare attento a tutto.

Adesso ci alleneremo per arrivare a cento, e credo proprio che ci riusciremo considerato che adesso Simona gestisce meglio lo stress e ha una capacità cardio vascolare notevole, che la fa scendere di pedana a circa 150 bpm!!!!

SERENA PERULLO

10157361_614650728619848_360435870_nSerena non è solo mia allieva, una delle più forti tra l’altro, è anche una mia cara amica, e adesso una mia collaboratrice/assistente. Devo a lei la visibilità che sto piano piano avendo. Mi ha assistito e tradotto a Nottingam ad un WorkShop dall’amico Laurence Clemente, e si occupa dei rapporti con terzi.

Essendo a contatto con me da più tempo degli altri ha una tecnica davvero ottima. Per quanto tenda ad incazzarsi se una cosa non gli viene, non molla e si ostina a praticare finchè quella cosa non viene, mi logora la pazienza sfinendomi di domande, ma è cosi che si diventa bravi :) perseverando e assorbendo il più possibile da chi è più bravo. Mi piace questo suo aspetto. Essere curiosa, e assetata di conoscenza, io sono cosi quindi capisco e la appoggio.

Purtroppo Serena ha due ernie, roba vecchia, di quando da giovane giocava a tennis, non che ora non sia più giovane, è sempre una ragazzina ;P ma queste cose, capita che non si risolvano del tutto e al momento le danno ancora dolore e fastidio in certi movimenti. Questi problemi sono all’ordine del giorno, arriviamo a fare Ghiri Sport in età già avanzata per il sollevamento peri ed è probabile che per una vita abbiamo sbagliato a fare determinati movimenti. Io per primo ho una protrusione, di quando facevo squat senza che nessuno me lo avesse insegnato, stacco, senza che nessuno me lo avesse insegnato….e alla fine ecco la protrusione. Purtroppo ci facciamo esperienza quando non abbiamo esperienza.

La stagione è quella dello slancio completo, quindi provammo con quello, ma lo slancio è una delle cose che le da fastidio. In un primo momento sembrava che andasse tutto bene poi il dolore è tornato. Conosco molti modi di slanciare, in base ai problemi articolari di una persona, ma nonostante una estremizzazione della tecnica, lo slancio continuava a creare problemi. Per dare sollievo alla schiena decisi di dedicarci allo strappo che in quella zona non le dava nessun tipo di fastidio.

Peccato perchè Serena ha un bellissimo slancio completo, armonico e preciso, ed in futuro lo riprenderemo senza dubbio.

Lo strappo è altrettanto bello, c’è da dire che un’atleta cosi alta, deve essere doppiamente brava per minimizzare le pressioni sulla pelle dovute all’energia potenziale maggiore, ma Serena non ha problemi, la tecnica l’ha capita bene e le mani sono sempre a posto!

Alla gara era in forma, per quanto, altalenare tra la preparazione per lo slancio completo e lo strappo ci abbia tolto molto tempo. Nel test avevamo fatto 105 ripetizioni in poco più di 9 minuti, ed io ero soddisfatto. Lei no ovviamente ma non sarà mai soddisfatta di se, ha preso dal suo Coach ;)

Sapevo che aveva i numeri per fare il Candidato Master Sport, ne servivano 115 in categoria 60 kg. Purtroppo ci sono dei giorni nel mese, in cui una donna si sente più gonfia, e domenica era proprio uno di quei giorni!!! Alla pesa era 61kg, solo un chilo ma la categoria era la 70 e servivano 125 strappi, iniziavano ad essere più di quelli che la preparazione le concedeva.

Ad ogni modo, la gara parti e iniziò a strappare, molto bene, tecnica, decisa, respirava regolare, movimenti puliti. Dobbiamo ancora lavorare sulle tecniche in squat per proseguire la performance quando l’avambraccio muore ma nonostante questo l’oscillazione resisteva e restava sincronizzata e coordinata.

Il ritmo era leggermente più veloce di quello che avevamo programmato ma poteva essere una scelta strategica valida, infatti dette i frutti sperati.

115 strappi con Ghiria da 16 kg! Dieci in più del test e quelli necessari alla conquista del titolo di Candidato Master Sport in cat 60kg, stavolta ci è sfuggito ma il numero ce l’abbiamo e la prossima volta sarò nostro.

Serena ha soddisfatto le mie aspettative abbondantemente! Ha gareggiato per ultima quindi lo stress era maggiore e stare molto in piedi le accentua il dolore alla schiena, ha lottato dando tutto quello che c’era e oltre, ha migliorato il proprio best, ha gareggiato con una tecnica eccellente arrivando prima sia per ripetizioni che per coefficiente ed ha portato due allieve da lei preparate di cui parlerò tra poco, che hanno ottenuto due ottimi piazzamenti!

CONTINI ROSSELLA

20140330_205840Rossella, come Valerio D’amicis, sono impegnati nel gestire una palestra, tutto il giorno, tutti i giorni. Lavori 12 ore, mangi quando puoi, ti alleni …. quando?

In più, Rossella fa l’estetista, tra massaggi, pedicure e manicure, dopo anni e anni a stare con la testa piegata in avanti, ha dei seri problemi al collo. Schiacciamenti, riduzioni di spessore, ernie, stenosi…..di tutto, una situazione disastrosa!!! Capita che durante alcuni movimenti anche della vita quotidiana le arrivi una fitta dolorosa e mal di testa formato famiglia ricorrenti!

A causa di questi problemi avevo deciso di allenarla per lo strappo.
Data la sua forza, che compensa gli errori tecnici che ci sono ancora, avevo programmato l’allenamento per farle fare un grande risultato con la 16. Il test però andò male, sempre per i motivi che ho detto prima.

Allora decisi di lasciarle più respiro, stressarla meno, e progredire con passi più lenti ma sicuri. L’obiettivo era il Candidato Master Sport.

Non sarebbe stato difficile, Rossella pesa meno di 50kg e in categoria 55 bastavano 150 strappi che aveva già fatto a Recco nel 2013 ma non gli era stato convalidato perchè aveva sbagliato il cambio mano.

A questo giro, non avrei ammesso errori, 150 strappi dovevano uscire! Senza macchie!

Iniziò a ritmo 15/16, ottimo. Tecnica buona, non sembrava che il collo creasse problemi, ma il sinistro ha risentito di quelle problematiche e anche se in ottima forma generale, la durata è minore del destro, a 3 minuti cambiò mano! Troppo presto, mi preoccupò questa cosa, perchè 7 minuti su un braccio sono durissimi da tenere!

Arrivati a 6 minuti, le ripetizioni erano giuste e stava andando avanti ed eravamo al punto che le braccia hanno lavorato lo stesso tempo, la gara era ancora lunga. Senza grosse modifiche dovute alla stanchezza, arrivavano strappi su strappi e il tempo scorreva, iniziavo a crederci. Tutti la sostenevano, stava andando benissimo, il Candidato Master Sport iniziava a materializzarsi. La stanchezza si palesò insieme alle nostre speranze di vedere quelle dannate 150 ripetizioni. Andava avanti e soffriva parecchio, ma alla fine sfondò il muro dei 150 strappi chiudendo a 158, più che sufficienti per ottenere quel titolo che tanto avevamo aspettato.

Rossella Contini, primo posto con calcolo del coefficiente e KMS: Candidato Master Sport!

Ed ora, ecco il momento delle due allieve di Serena Perullo, che in questo modo ha reso possibile la nascita di una mia linea genealogica personale di trasmissione del Ghiri Sport.

Dovrei lasciare la parola alla loro Coach, Serena, ma al momento io condivido quello che ho visto e penso.

Devo precisare una cosa prima di iniziare, i miei allievi, arrivati ad un certo punto del loro percorso, se sono istruttori di Ghiri Sport ed hanno esperienza di gara adeguata, possono preparare a loro volta delle persone da portare in pedana sotto la mia supervisione.

Questo significa che io sono a disposizione sia per lavorare la tecnica sia come consulente per creare programmazioni ad hoc. Non solo. Chi desidera salire in pedana con il logo del Ghirevoy Toscana e far parte della squadra, deve aver raggiunto uno standard tecnico di base. Mi spiego, non pretendo che un allievo sia perfetto tecnicamente, non lo sono io non lo è nessuno. Non pretendo che faccia numeri da record del mondo. Ma pretendo che si sia impegnato, al fine di raggiungere quella qualità tecnica che distingue tutti i miei allievi. Alla fine, io decido se un allievo è pronto per salire in pedana. Marina e Cristiana hanno avuto la mia benedizione!

MARINA CECCONI

marinaNon ci credeva nemmeno lei quando Serena, facendole notare il potenziale che aveva, le propose di provare a fare le gare.

Chi? Io? Diceva…..ma va!!!

Poi uno slancio tira l’altro, un minuto tira l’altro e alla fine….sai che quasi quasi, può darsi! Allora proviamo.

Serena è stata maniacale, ha preso da me! La tecnica è la prima cosa. I tempi erano stretti, due lezioni alla settimana sono poche e la gara era vicina. Non è facile poi inserire persone estranee a questi tipi di lavoro, in una realtà dove non si deve mollare, si resiste al dolore e si va avanti. Marina però, assimilava bene tutto.

I difetti tecnici erano evidenti, e Serena ha fatto un lavoro enorme sapendo i miei standard. Ha risolto egregiamente i problemi articolari alle spalle di Marina e alla fina, alla gara, la tecnica era buona.

Contavo io le ripetizioni. Se sono severo nel conteggio a cose normali, con un mio allievo lo sono ancora di più! Non voglio discorsi! Non voglio sentir dire che sono stato di parte! In quel momento sono il giudice, non il Coach!

Marina è partita decisa, seria e cattiva. Sapeva che la fissazione era la cosa più importante, ma alle prime esperienze, ti trovi in una situazione in cui, la 12 è abbastanza leggera, allora puoi andare un po più veloce, ma più veloce vai più tecnico devi essere, e al momento non avevamo tecnica per andare oltre 8/9 ripetizioni al minuto.

Nonostante avessi detto più volte di fissare adeguatamente, alcune ripetizioni erano fissate bene ma non ottimamente. Allora richiamavo la fissazione, un avviso, e una ripetizione non contata. Un avviso, e una ripetizione non contata…..alla fine non ne ho contate 6, perchè sono stato ipersevero con lei, e non ho chiuso un occhio mai!

Sono contento delle 96 ripetizioni fatte, che devo dire, fece benissimo, merito del duro lavoro e del suo Coach, Serena che l’ha portata a quel punto.

Marina Cecconi, prima classificata categoria 70kg, slancio completo 12kg!!!

CRISTIANA ECKER

10155720_10203665787068655_1599333167_nCristiana è la classica donna che non deve chiedere mai!!! Una combattente! Iper-attiva, fa ogni tipo di sport anche da combattimento! Il Ghiri Sport fa per lei perchè qui non si molla e lei è dei nostri, vivere o morire!!!!

Unico difetto: è arrivata a noi con un imprinting esterno.

Aveva iniziato ad “usare” i kettlebell da qualcun altro.

E’ senz’altro meglio prendere un potenziale atleta “vergine” che non ha mai usato un kettlebell, che non l’ha mai visto….di una persona che ha iniziato con qualche altro “stile”!

Errori tecnici enormi, abominevoli, ed ancor più grave, radicati negli schemi motori!!!

Qui non si trattava di prendere dell’argilla e modellarla, qui si trattava di frantumare il vaso, smaterializzarlo in unità subatomiche e ricrearlo atomo per atomo!

La prima parte del lavoro, le martellate serie le ho date io! Il conforto è che Cristiana non si scoraggia, anzi, lavorava sempre più e sempre in modo più specifico.

Poi Serena ha fatto il resto, un lavoro che devo dire, è stato colossale, ha contattato Ginevra, ha collaborato con i fisici del CERN, ha imparato a prendere con le pinzette una molecola e convincerla a stare a contatto con un’altra nel modo che voleva lei.

Dopo alcune settimane, Cristiana era un’altra donna! Serena ha sudato millesettecentosessantun camicie, ma alla fine, Cristiana non mandava avanti le spalle nella portata, oscillava bene, si rilassava in rack position, slanciava proprio come mi immagino uno slancio!!! Serena aveva vinto!!! Era riuscita nella sua Mission Impossible! Ammirevole! Servono davvero i coglioni cubici in imprese del genere!

Dopo la mia benedizione Cristiana confessò di essere preoccupata per la gara, la guerriera ha un cuore tenero come il gianduia! La sera prima si è isolata in un ritiro mistico affidandosi a qualche rito pagano a noi sconosciuto rifiutando pure il nostro invito a cena.

Quando toccò a lei ero stranamente libero da impegni e mi dedicai al coaching.

Non vi dico le paranoie che ci ha fatto perchè le sudano le mani….nel pieno della follia voleva addirittura mettersi un inutile sacchetto di magnesite legato in vita come chi fa arrampicata!
Con un solo cambio mano a disposizione vaneggiava dicendo che ci avrebbe messo la mano che aspettava di lavorare!!! Vabbè, era ormai impazzita! Per rassicurarla le feci comunicare da Serena che il sacchetto era, categoricamente da me proibito senza possibilità di replica!

Prima di andare in pedana, la aiutai a preparare le mani, mettemmo la magnesite dalla mano alle spalle, sembrava un fornaio, abbiamo rischiato la silicosi! In più, mi tolsi la maglia e nella fretta le pulii la maniglia con dell’alcool in modo da togliere ogni residuo di grasso e trattai la maniglia con la magnesite.

Adesso era un pò più tranquilla, e la gara ebbe inizio: Slancio Completo 12kg,

Fredda e sicura di se, slanciava mentre tutta la squadra la sosteneva ed io e Serena le davamo piccoli consigli mentre andava.

Nonostante il ritmo alto, la fissazione c’era e quello era l’importante.

Se Cristiana è riuscita a chiudere i 10 minuti, e aver fatto la bellezza di 100 slanci completi tondi tondi, è merito si della sua volontà , ma del grande lavoro che ha fatto Serena.

Cristiana Ecker, categoria 55kg, slancio completo 12kg, seconda classificata!!!!!!

Alla fine della fiera i miei 14 allievi hanno ottenuto:

8 medaglie d’oro (compresa la mia!)

4 medaglie d’argento

2 medaglie di bronzo

2 qualifiche a Candidato Master Sport.

Tra le mie fila conto al momento: 6 KMS!

Se ti appassiona il mondo del kettlebell e del kettlebell lifting (Ghiri Sport), contattami, i risultati, te li garantisco!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Richiedi informazioni

Ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03, la compilazione del modulo costituisce esplicita autorizzazione e consenso alla detenzione e al trattamento dei dati personali, come disposto dal Codice in materia di dati personali. La informiamo inoltre che, relativamente ai dati forniti, potrà esercitare i diritti previsti dall'art. 7 del D.Lgs. 196/03.

NEWS/EVENTI

[archivio]

TESTIMONIALS

Senatore Giacomo 20160315_164322

Giacomo Senatore

GIACOMO SENATORE Ciao a tutti! Mi presento, mi chiamo Giacomo. Nella vita, nello sport come nel lavoro, sono un...

[leggi altri]

Non perdere i miei consigli

Iscriviti alla newsletter


Acconsento al trattamento dei dati personali

tutela privacy